Viaggi

3 maggio 2014

Marocco 2014

17 aprile – 3 maggio
Giovedì 17 aprile – Partenza da Genova con sorpresa, da quest’anno la GNV effettua controlli molto severi sull’altezza delle auto: i ns. Vaucher sono per auto fino a 1,90 m di altezza pertanto dobbiamo fare una integrazione ai biglietti. Alle 13 puntuale la nave parte. Trascorriamo il resto della giornata trascinandoci tra un ponte e l’altro della nave.
Venerdì 18 aprile – Ci svegliamo nel porto di Barcellona e dal ponte vediamo che stanno caricando molte moto e un certo numero di auto. Trascorriamo la giornata chiacchierando, giocando a carte o guardando film sul portatile grazie ai file che le figlie di Francesco ci hanno fornito. Domani si sbarca.
Sabato 19 aprile – La nave attracca in orario e dopo circa tre ore usciamo dal porto (nel frattempo qualcuno di noi ha acquistato una tessera telefonica Marocchina, abbiamo scoperto che collegati ad internet si possono inviare messaggi a costo zero). La meta di questa sera è il campeggio di Moulay Bousselham a circa 130 km (di autostrada) dal porto. La cena la facciamo in un ristorante del paese, mangiamo insalata marocchina e orata ai ferri.
Domenica 20 aprile – Partenza alle 8,00 circa per Fez, decidiamo di percorrere le strade interne tra campi coltivati e ben organizzati. Lungo la strada decidiamo di visitare Volubilis, un sito archeologico romano dove trascorriamo un paio d’ore girovagando tra i ruderi. Arriviamo nel campeggio di Fes dove in serata festeggiamo il compleanno di Pietro, ottant’anni portati egregiamente. E’ come il Brandy, invecchiando migliora.
Oggi abbiamo percorso 265 km
Lunedì 21 aprile – Il ritrovo del gruppo è fissato per le 8,30 alla reception del camping dove troviamo la guida che ci condurrà attraverso la vecchia medina di Fez. Idriss, la guida, parla italiano mescolato allo spagnolo, comunque riesce a spiegarci la vita della medina. Il prezzo d’ingaggio è basso, ma il buon Idriss ci accompagna in un percorso che si articola tra le vie della vecchia città con tappe preorganizzate che comprendono: un laboratorio di ceramica, uno di tappeti, la conceria, etc: in ognuno la nostra guida prenderà una percentuale sul venduto: è giusto così!
Alle 12,30 lasciamo Fes con direzione Guercif dove iniziamo a percorrere una pista molto panoramica che ci porta rapidamente in quota: le nuvole si addensano in maniera preoccupante, la temperatura scende a 9 gradi ….e comincia a piovere. Seguiamo la pista che ci porta verso il piano e finalmente usciamo sulla strada asfaltata. Scoppia il diluvio universale! Una pioggia intensa, violenta, accompagnata da un forte vento fanno allagare la pianura che ci circonda: per fortuna che non ci siamo fermati a fare campo!
Continuiamo su asfalto fino a Tendrara e da qui, verso Boaurfa dove dovrebbero esserci degli alberghi. Arriviamo Boaurfa alle 21,00 circa e il primo impatto non è dei migliori: un albergo ci propone una camera da 4 letti. L’altro una camera da 4, una da 3 e una da 2 letti: sono posti insufficienti e a dir poco fatiscenti: vogliono 5 dirham per persona, come minimo c’è da dubitare sul servizio! Per fortuna la guida della Lonely Planet ed un rosticciere del luogo ci indicano un altro albergo “Tres Bon”: lo cerchiamo … lo troviamo… entriamo e, dopo qualche tentennamento del concierge, ci vengono proposte 8 camere doppie al prezzo di circa 50 euro camera: perfetto! La notte prosegue tranquilla nelle rispettive camere, sentendo pioggia e vento che ancor imperversano all’esterno.
Oggi abbiamo percorso 490 km.
Martedì 22 aprile – Partiamo alle 8, il cielo è sereno, il vento molto sostenuto; speriamo che le nubi, che per molti tratti ci oscurano il sole, si dissolvano. Percorriamo una pista che ci conduce, per un breve tratto, a calcare il percorso di un tratto ferroviario incompiuto: sembra Far West! I binari stesi sui lati del percorso e mai posizionati, il cantiere abbandonato… infondono una sensazione di tristezza difficilmente descrivibile: normalmente non si percorrono in auto i tragitti dei treni fatti di dislivelli ripidi e di terrapieni scoscesi. Dopo un buon tratto di pista arriviamo a Figuig.
Oggi abbiamo percorso 160 km.
Mercoledì 23 aprile – Al mattino partiamo alle 8,00 e dopo aver effettuato i necessari rifornimenti ci inoltriamo in una pista che passa vicino al confine con l’Algeria, è molto bella con passaggi un po’ più impegnativi ma dai paesaggi stupendi.
Ci fermiamo per fare campo: sono le 17,00 , il termometro segna ancora 30 °C.
Durante il raduno post cena, organizzato attorno al fuoco, assaporiamo il the alla menta preparato in modo impeccabile da Piero.
Oggi abbiamo percorso 320 km.
Giovedì 24 aprile –Alle 8,00 e qualche minuto partiamo: Francesco cerca di stimolare Cristian invitandolo a seguire la traccia che ha sul GPS … ahimè Giuseppe si mette in testa al gruppo e segue pedissequamente la pista…che non è, però, la nostra traccia! Ciò nonostante il tragitto è stupendo, percorriamo una pista “molto tecnica” che procurerebbe orgasmi a molti dei soci rimasti casa.
Unico neo: seguendo la pista “senza punti precisi” percorriamo almeno 50 km in più del previsto, non usciamo a Erfoud ma a Rissani che raggiungiamo nel primo pomeriggio. Da qui, dopo aver rabboccato i serbatoi di gasolio, ritorniamo indietro per affrontare l’unico erg marocchino degno di tale nome.
Entriamo nelle dune di Merzouga alle 15,00 e, durante lo sgonfiaggio Gianluca si accorge che ha un ammortizzatore posteriore rotto, lo smontiamo e ripartiamo. Alla sera facciamo campo tra le dune. Gianluca non mangia con noi…è preoccupato per l’ammortizzatore e vorrebbe avere subito un ricambio! Domani, quando usciremo dalle dune vedremo gli sviluppi della situazione creatasi.
Oggi abbiamo percorso 170 km.
Venerdì 25 aprile – Come d’abitudine si parte alle 8,00 circa per continuare il tragitto tra le dune. Non mancano gli insabbiamenti e anche uno stallonamento, ma le piogge di qualche giorno prima hanno reso la sabbia molto consistente così poco prima di mezzogiorno usciamo dall’erg, dopo averlo percorso da nord a sud.
Lasciamo le dune alle 11,00 circa e dopo aver rigonfiato le ruote proseguiamo per Merzouga. Il Navara di Giuseppe fuma notevolmente: lui stesso conferma un calo di potenza del veicolo. Subito viene pulito il filtro dell’aria e, dopo qualche chilometro, il sostituito il filtro del gasolio. Sono circa le dodici e ci siamo fermati anche per fare pausa pranzo: siamo di poco fuori il paese di Faoud dove effettivamente c’è una cava di fossili e molti ragazzi intraprendenti vengono dove ci siamo fermati per proporci i loro souvenir (“autentici” e rigorosamente kitsch).
Ripartiamo e l’auto di Giuseppe, seppur zoppicante (o fumante che dir si voglia) prosegue senza intoppi. Dopo una deviazione verso la città perduta facciamo campo tra alcune alture: bella location non lontana da un cantiere stradale. (probabilmente tra qualche tempo l’asfalto arriverà anche qui).
La serata si conclude tra abbondanti libagioni in parte assolte bevendo un liquore cinese a base di ginseng al sapore di terra che anch’io comunque bevo.
Oggi abbiamo percorso 187 km.
Sabato 26 aprile –È mattino e stiamo uscendo dalla pista per arrivare a Zagora; Gianluca si attarda sempre più: anche il secondo ammortizzatore posteriore lo abbandona e gli impone una andatura molto lenta. Francesco propone di dividere il gruppo: lui resta con Giuseppe in “assistenza” a Luca, gli altri anticiperanno il tragitto verso Zagora.
Il gruppo di coda , al 2° posto di controllo militare viene raggiunto da un meccanico di Zagora che, informato dai militari si offre di scortare Gianluca fino alla sua officina per sistemare / sostituire gli ammortizzatori posteriori
Dopo aver fatto provviste al mercato arriviamo al campeggio per cucinare la carne ai ferri che abbiamo acquistato… ritorna Gianluca: è riuscito a riparare l’auto.
Oggi abbiamo percorso 185 km.
Domenica 27 aprile – Al mattino partiamo dal campeggio in perfetto orario, dopo circa 50 ÷ 60 chilometri entriamo nella pista che ci condurrà al lago Iriki, durante questo tragitto veniamo fermati dal gestore di un chiosco / bar in mezzo al nulla, chiediamo il thè e lui ci fa accomodare in una stanza buia e male arieggiata, c’è anche un odore particolare non gradito, dopo un’ora il the non arriva e allora ci viene proposta una Coca, risaliamo in auto e ripartiamo. Troviamo numerose costruzioni come questa ed anche dei pseudo Ksar, sono di recente costruzione perché due anni fa non c’erano; la domanda sorge spontanea come faranno a sopravvivere lavorando solo a dicembre e gennaio? Inchalla!
Usciamo a Foum Zguid e ci concediamo una bibita fresca nella piazza principale di questo bel paese, c’è anche Hi Fi libero e qualcuno di noi ne approfitta per collegarsi e scaricare la posta.
Prendiamo l’asfalto con direzione Ouarzazate, il Toy 100 di Moresco non va, non riesce a prendere giri, noi proseguiamo piano, lui si ferma ad una stazione di servizio per sostituire il filtro del carburante: ci raggiungerà al camping di Ouarzazate con la macchina in ordine.
La sera alcuni di noi restano in campeggio , ma la maggior parte si reca in un buon ristorante per una cena coi fiocchi, il tutto annaffiato da un buon vino locale.
Oggi abbiamo percorso 440 km.
Lunedì 28 aprile – Al mattino Francesco F propone di visitare gli studi cinematografici o, in alternativa la casba e la città vecchia: anche qui il gruppo si divide.
Io sono con il gruppo che sceglie di visitare la Kasbah di Tauorirt, si rivela molto interessante anche se la guida che ci accompagna sembra avere più interesse a portarci nei vari negozietti più che a spiegarci la storia di questo Ksar.
Il gruppo si riunisce alle 11 e partiamo per Marrakech. Dopo circa 20 km ci fermiamo ad ammirare il paesino di Ait ben Haddou.
A sera arriviamo a Marrakech (ci sono 37 gradi) dopo aver percorso la strada che valica l’Atlante portandoci a quote ben superiori ai 2000 metri (ci sono tracce evidenti di neve sulla parte alta delle cime).
Il solito campeggio (le relais di Marrakech) ci aspetta, ma in questa stagione è pieno di camper, la piscina è ben frequentata, idromassaggio irraggiungibile. Alcuni del gruppo si recano con un taxi in Piazza Jam el Hefna, gli altri restano a cenare in campeggio.
Oggi abbiamo percorso 230 km.
Martedì 29 aprile – Per non percorrere i 600 km che ci dividono dal porto decidiamo di risalire verso Casablanca prima e Rabat poi cercando, lungo la litoranea, un fantomatico campeggio. Il paesaggio è vario e molto bello, ma di campeggi neanche l’ombra. Continuando la risalita arriviamo a Moulay Bousselham dove sappiamo esserci campeggio in cui arriviamo alle 18,00 circa. Ceniamo fuori, in un ristorante che per 150 dirham a testa (15 euro) ci serve abbondante insalata marocchina, aragosta alla griglia e the alla menta.
Oggi abbiamo percorso 380 km.
Mercoledì 30 aprile – Oggi è giorno di imbarco, ma siamo a 130 km dal porto e la nave salperà alle 23. Francesco ha un lampo di genio, si ricorda che parlando più volte tra noi gli avevo detto che si poteva fare una gita in barca per visitare la laguna sottostante il paese che è un’area faunistica protetta, e lo propone al gruppo. 11 dei 15 componenti danno l’assenso e viene organizzata l’uscita. Al mattino raggiungiamo il porticciolo alle 8,00 e, divisi su due barche a motore ci inoltreremo per due ore tra i canali della laguna. Ci accompagna una guida con gli occhi di falco che ci mette a disposizione anche dei binocoli per il birdwatching. Ci mostra su un libro le immagini degli uccelli che ci indica. E’ una gita molto interessante che appaga le aspettative dei partecipanti
Durante l’uscita abbiamo avvistato: un’aquila pescatrice, un airone con il becco a spatola, fenicotteri, aironi ed un’infinità di altri uccelli acquatici. Lungo il ritorno osserviamo alcune raccoglitrici di “vongole” che camminano nel fango con l’acqua fin quasi alla coscia.
Costo della gita: 5 euro a testa!
Partiamo verso mezzogiorno e risaliamo lentamente, facendo il pieno di gasolio e il pranzo, per essere in porto alle 15,30. Siamo in largo anticipo, Nadia e Maurizia si mettono in fila davanti al botteghino dei biglietti e siamo tra i primi a superare le barriere di frontiera. Arriviamo entusiasti sul molo dove … non c’è la nave!!!. Alle 19 e più o meno tutti organizzano la cena.
Il dramma è che dopo cena si finiscono vino e liquori. Saliamo in nave e andiamo a dormire.
Giovedì 1maggio – Riunione in tarda mattinata dei componenti il gruppo. La giornata passa tra ricordi, impressioni, battute, parole crociate e partite a carte.
Venerdì 2 maggio – Giornata in nave. Dovremmo arrivare a Genova verso le ore 23. Ma il maltempo fa percorrere alla nave un tragitto più lungo per rimanere sotto costa si passa la notte in cabina.
Sabato 3 maggio – La nave attracca al porto di Genova verso le 11. Scendiamo e ci riuniamo fuori dal porto alle 12 circa. Partiamo a piccoli gruppi verso casa, felici ma con il rammarico che anche questo viaggio sia già finito.
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