Viaggi

10 novembre 2005

Tunisia 2005

Torri di Quartesolo 22/11/05

L’idea di un viaggio importante da fare solo con i quad, senza alcun supporto ed assistenza, viene da Giuseppe. A me l’idea piace, finalmente un’esplorazione tra le dune senza l’assillo di dover liberare qualche auto dalla sabbia o peggio ancora di romperne qualcuna. Mentre stiamo preparando il ns. itinerario si aggrega Luca: lui il quad non ce l’ha, ma Gino (Autodomo) si offre di noleggiarne uno ad un prezzo di favore. Prima della partenza pianifichiamo il viaggio e distribuiamo i compiti:
DAL PRA GIUSEPPE su POLARIS SPORTMAN 700 EFI, a lui competono tutti i pezzi di ricambio, tutti i viveri ed il vino.

POZZATO LUCA su POLARIS SPORTMAN 500, oltre agli effetti personali porta 25 L. di acqua potabile per uso alimentare e le stoviglie..

FANCHIN FRANCESCO (lo scrivente) su POLARIS SPORTMAN 500 HO, sul mio portabagagli anteriore trovano posto 10 L di acqua per uso alimentare, 18 bottiglie di acqua da 1.5, e dopo il lago Ain Ouadette anche 5 bottiglie di vino da 1.5L.
I ns. portapacchi posteriori sono carichi 45 L.di benzina (in taniche), abbiamo poi gli effetti personali, la tenda, il sacco a pelo, il materassino, un telefono satellitare, un GPS Garmin V, una serie di mappe e carte geografiche, una bussola, un binocolo, piatti di plastica (Da bruciare) , attrezzi da cucina, una cinghia di scorta per il variatore, un apparato CB, un inverter per caricare le batterie e per illuminarci alla sera (nel caso non si trovasse legna), una piccola farmacia, tre macchine fotografiche, una telecamera e tanta voglia di avventura.

SABATO 29/10/05

Partiamo da Vicenza alle ore 10 circa. Il tragitto fino al porto di Genova è scorrevole, i ns. quad sono caricati sul Pick Up di Giuseppe e nel furgone di Luca.
Una volta al porto ci si domanda chi ha portato il vino, dovevo portarlo io , ma nella fretta della partenza non mi sono ricordato: poco male, li vicino c’è un superm. E così andiamo ad acquistarne una buona scorta. La partenza subisce un po’ di ritardo in quanto ci sono 700 mezzi da imbarcare, ad ogni modo alle 18.30 si parte, la traversata è veloce ed il mare molto calmo.

DOMENICA 30/10/05

L’attracco al porto de La Goulette è alle 15.30: a causa delle registrazioni sui passaporti perdiamo 1 ora abbondante in porto ma nonostante tutto alle 16.15 siamo fuori dalla dogana. Ci dirigiamo subito verso sud. Facciamo circa 500 Km di autostrada e strada normale fino a Douz dove pernottiamo al solito campeggio Desert Club.

LUNEDI 1/11/05

Sveglia di buon’ora e inizio della preparazione ai quad: in particolare i due che erano sul furgone e che devono essere riassemblati in quanto erano stati parzialmente smontati per farceli stare dentro.

Si procede poi ai vari rifornimenti e una volta con i mezzi carichi si va a fare una prova su sabbia, pochi accorgimenti di fissaggio e ancoraggio e siamo pronti a partire. Ala sera una grigliata mista al ristorante LAS PALMERAS dove per la verità siamo rimasti delusi. (stavano tinteggiando il locale , ma hanno voluto servirci lo stesso; mangiato male e speso tanto.) Forse è dovuto anche al fatto che è in corso il Ramadam. Alla sera poi in campeggio troviamo Riccardo e Mirco con i relativi compagni di viaggio, scambio di saluti e poi tutti a dormire, domani comincia l’avventura.

MARTEDI 2/11/05

Alle 6.30 sveglia e dopo una buona colazione partiamo: la pista che porta al Cafè du Desert è molto sconnessa e piena di sabbia. Dopo circa 3 Km trovo un bivio, proviamo a cambiare direzione, il nuovo tracciato è molto bello e vario, troviamo anche 2 pozzi, sbuchiamo a metà strada tra il cafè du desert e la Porta Gazelle: è chiusa in quanto stanno recintando il parco. Troviamo alcuni motociclisti che sono rimasti senza benzina, ma sapendo che c’è già chi gliela sta portando non ci preoccupiamo e ripartiamo.

Dobbiamo fare il giro del Jebil prima di immetterci nel tracciato per Tembain.

Incontriamo un gruppo di turisti su tre Toy 100 che stanno andando ad un campo tendato. La loro guida, Edy, ci chiede di avvisare quelli del campo più avanti che loro si fermano li. ASrrivati nei pressi di Tin Souane troviamo chi dovevamo incontrare e li avvisiamo.

Il ns. andare è lento ma sicuro, non ci piantiamo mai e prima del tramonto siamo gia al laghetto Ain Ouadette; con ns. stupore notiamo che il paesaggio è notevolmente cambiato dalle ultime ns. visite. Qualche tempesta di sabbia deve aver modificato il paesaggio. Facciamo un bel bagno ristoratore e poi andiamo a preparare il campo un cordone di dune più avanti. Poco lontano da noi c’è un accampamento di Berberi: veniamo letteralmente assaliti dai bambini che ci chiedono di tutto.

Diamo loro quanto possibile e poi ci prepariamo la cena. La sera attorno al fuoco commentiamo i vari momenti della giornata.

MERCOLEDI 2/11/05

Partenza alle 8 con destinazione Bir Aouine, Siamo in perfetta tabella di marcia, la rotta è giusta, il tratto da percorrere non è tanto, a mezzogiorno siamo già a Tembain, ma la guida ci tiene impegnati per tutta la giornata. Lungo il percorso troviamo le carogne di 2 dromedari morti. Ad un certo punto vedo Beppe che gesticola come un matto, guardano in giro si è messo su un fianco con il quad, Luca ed io lo aiutiamo a rimetterlo in piedi sudando le famose sette camicie (carica com’è pesa attorno ai 5 Q.li). La temperatura odierna , a metà giornata è di 35°. Arrivati al posto di controllo di controllo di Bir Aouine, i militari ci chiedono una chiave a brugola da 6, fortunatamente ne abbiamo una e così li facciamo felici: hanno il generatore guasto e la chiave serve per la riparazione. Restiamo d’accordo che ce la restituiranno al ns. ritorno: ci rechiamo al pozzo (appena rifatto nuovo) e ci laviamo. E’ stata una giornata faticosa e impegnativa ma abbiamo visto paesaggi magnifici: in due gg abbiamo percorso 220 Km, tutti sulle toste dune del grand erg orientale. Abbiamo consumato metà della benzina a ns. disposizione pertanto decidiamo che il giono dopo andremo a El Borma via pista, per andarci via dune non abbiamo una scorta di carburante sufficiente, in più il ns. telefono satellitare non riesce a comunicare correttamente: meglio non rischiare.

GIOVEDì 3/11/05

Anche oggi è una bella giornata, a mezzogiorno arriveremo a 31°, la ns. destinazione è El Borma (base petrolifera Italo Tunisina

, lungo il percorso troviamo un gruppo di Francesi con cui scambiamo alcune info sul percorso, loro hanno una guida che li accompagna. Seguendo le indicazioni del GPS arriviamo in una radura in cui notiamo diverse macchine operatrici da cantiere e dei container, arrivati là non troviamo nessuno all’infuori di un nomade berbero ed il custode del campo; ci dicono che oggi è l’ultimo giorno del Ramadam e sono andati tutti a festeggiare. Consumiamo uno spuntino all’ombra di un container e poi ripartiamo cercando una scorciatoia tra le dune. Con i ns. mezzi è anche divertente. Alle 16 arriviamo a El Borma e dopo aver sbrigato le formalità di registrazione dai militari ci rechiamo alla stazione di servizio, ma la scopriamo che è tutto chiuso a causa della festa odierna. Usiamo i bagni della stazione di servizio per lavarci e rigenerarci, poi via a fare il campo. Anche oggi è stata una giornata faticosa, intensa ma ci ha reso felici. Giuseppe è convinto che la sua moto consumi meno della altre anche se di cilindrata superiore ed ogni occasione è buona per fare dei confronti.

VENERDI’ 4/11/05

Ritorniamo alla stazione di servizio di El Borma e qui una gentile sig.ra Francese ci fa gli auguri e mille raccomandazioni di attenzione, è assieme ad una guida di El Faouar che si dimostra interessato ai ns. mezzi, dice di possederne 13 ad uso noleggio per turisti. La guida ci chiede notizie sul ns. itinerario e vedendoci sicuri e bene informati ci chiede se abbiamo un GPS, gli dico che andiamo un po’ a naso e un po’ con il sole, non è molto convito e dopo un po’ vedendo il GPS sorride soddisfatto.. il ns. viaggio continua con la scoperta di due nuovi laghetti, il primo è abbastanza facile da raggiungere, il secondo distante solo 10 Km ci impegna a fondo nella giuda: sono comunque spettacoli meravigliosi vedere acqua e vegetazione in un mare di sabbia non è cosa di tutti i giorni.

Alle 17 circa il quad di Giuseppe si ammutolisce, subito pensiamo a qualche cosa di grave ma , in realtà ha solo esaurito il carburante: (ma non era quella che consumava di meno?) . fatto il rifornimento ci dirigiamo veloci al pozzo di …………… ma una volta arrivati lo troviamo asciutto. Cosa fare? Accendiamo i fanali a vanti in notturna, a cira 12 Km. c’è un altro pozzo che avevamo scoperto in un precedente viaggio, a causa del buio fatichiamo un po’ a trovarlo, ma una volta la troviamo il modo di darci una bella rinfrescata e poi ci prepariamo il campo per la notte. L e stelle sono sempre più luminose, guardare il cielo di notte, nel deserto, senza inquinamento luminoso da delle sensazioni magnifiche e aiuta a riflettere sulla ns. vita.

SABATO 5/11/05

Lasciamo il pozzo con direzione Bir Aouine dove troviamo altri militari di guardia e così non chiediamo la chiave che avevamo prestato all’andata: ci chiedono quale sarà la ns. direzione e quando dico a loro che andiamo a Ksar Ghilane via sabbia ci insegnano la via. Purtroppo non abbiamo tanta benzina così decidiamo di prendere la linea diretta verso la ns. destinazione. Facciamo circa 10 Km di dune e ad un certo punto in lontananza vedo un gruppo di gazzelle, faccio segno agli altri di spegnere i motori per poterle fotografare ma, il rumore le mette in agitazione e scompaiono dietro alle alte dune. Dopo circa un’ora troviamo tre motociclisti esausti, stanno facendo una gara e volendo tagliare hanno preso la linea diretta verso Bir Aouine: ci chiedono se la direzione è esatta, si rifocillano e poi ripartono, in poco più di 200 mt cadono tre volte non so se ce la faranno; mi consola il fatto di avergli detto che prendendo a est in poco più di 5 km sono fuori dall’erg e sono in direzione del posto di controllo di Kamur.

Proseguiamo ancora e arriviamo al punto di partenza della tappa che vedeva protagonisti i tre motoc. Di prima: spiego, a quello che sembra l’organizzatore, le ns. impressioni sui centauri visti prima e questi alza le spalle dicendo: sono in gara e si devono arrangiare. Quando arriviamo a Ksar Ghilane vado subito a consegnare il permesso di transito alla Garde Nationale e chiedo del capo Alì, per il momento non c’è ma mi assicurano sia nei paraggi: lo trovo poco dopo e così posso portare i saluti di Bruno. Dopo il bagno nella piscina termale andiamo a farci una birra gelata al bar, qui veniamo contattati da un paio di persone che sono interessate al percorso che abbiamo fatto; ci chiedono se abbiamo visto delle gazzelle, capiamo subito che sono dei bracconieri e così diamo risposte non corrette circa il luogo di visione di questi rari animali.

DOMENICA 6/11/05

Con calma si smontano le tende, la ns. destinazione odierna è Douz. Appena lasciata l’oasi troviamo un’auto piantata in cima da una piccola duna, aiutiamo a disincagliarla e penso a quante volte l’abbiamo fatto con le ns. auto. Prendiamo la via più diretta e con i ns. ATV non abbiamo nessun tipo di problema, penso che a farla con i fuoristrada sia quasi impossibile a meno di non avere tanto tempo a disposizione ma , sarebbe un peccato sprecarlo in un percorso così quando ci sono posti molto più belli da vedere. Arrivati a destinazione rimontiamo tende, tavolino, sedie, apriamo la cambusa del furgone e dopo una salutare doccia ci facciamo una mega pastasciutta

LUNEDI 7/11/05

Subito dopo colazione ci dedichiamo alla riparazione del quad di Giuseppe, si è rotta una cuffia e procediamo alla sostituzione.

Verso le 10 partiamo con direzione IL Chott. Oltrepassato il villaggio di El Faouar prendiamo direzione di Rejem Maatoug, arrivati ad un bivio entriamo nel lago salato (asciutto) e puntiamo in direzione Nefta costeggiando sempre il lato S/E , ad un certo punto troviamo numerose tracce che vanno ad azimut su Nefta e cominciamo a seguirle. Man mano che ci avviciniamo alla meta le tracce diminuiscono, in compenso aumentano le buche scavate per togliere le macchine dalla morsa del fango, mancano solo 2 Km alla meta quando le tracce delle auto finiscono, il fango ora è ricoperto di acqua salata, non sappiamo se ce la faremo a uscire, Giuseppe ci prova e poi via anche noi, quando usciamo dal mare di fango la gioia e tanta, come un bambino che ha appena fatto un gioco meraviglioso. AL primo distributore facciamo il pieno e chiediamo di lavare i ns. mezzi, subito ci dice di si (per vendere la benzina) poi ci ripensa e ci dice che le ns. moto sono troppo sporche e non ha tempo per lavarle. Ripartiamo e giunti a Tozeur troviamo un garage dove un furbo lavagista ridona splendore ai ns. quad. (prima ci chiede l’onorario della sua prestazione e poi anche la mancia, ha comunque fatto un buon lavoro). Ormai è sera e per rientrare a Douz dobbiamo fare 120 Km circa di asfalto e comincia a fare freddo. Siamo appena entrati sulla starda in direzione di Kebili quando si rompe la cinghia del variatore della mia moto, perdiamo un’altra ora per la sostituzione al buio e al freddo. Il rientro sarà quasi un calvario, in moto a 80 Km/h con solo una cerata e temperatura di 14° .

MARTEDI 8/11/05

Dopo colazione prendiamo in mano la carta geografica e dicidiamo di andare in direzione di El Hamma. La pista e molto divertente con misto di sabbia e fondo duro. Dopo circa un’ora di percorso vediamo un pozzo e decidiamo di visitarlo. Anche questo è moderno, motorizzato e dotato di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Passano pochi minuti e vediamo avvicinarsi una grossa mandria di dromedari che vengono ad abbeverarsi, il loro guardiano ci dice siano 400, a me sembrano meno , ma sono comunque tanti. Arrivati a El Hamma cerchiamo senza fortuna un buon ristorante, la solita scatoletta ci sfama (un po di dieta non fa certo male) . La periferia di questa città è un immondezzaio a cielo aperto, non sono ancora riusciti a risolvere questo problema serio.

MERCOLEDI 9/11/05

La giornata è bella e così decidiamo di fare un giretto in un piccolo villaggio che si trova ai bordi del chott in direzione di Kebili. Notiamo moltissime persone che stanno lavorando alla raccolta dei datteri, la stagione è quella giusta, ne assaggiamo qualcuno e devo dire che sono meglio del solito. Arrivati al villaggio troviamo un gruppo di ragazzini con un giovanotto più grande che li accudisce, ci invita a bere il the e ci fa entrare nella sua capanna: stranamente non parla Francese ma Inglese, chiedo spiegazioni e mi dice di essere in vacanza li, in realtà lui vive e lavora a Gammart (vicino a Tunisi) in un Hotel internazionale. La gente del villaggio è tutta al lavoro a raccogliere i datteri, scherziamo così con i bambini rimasti e Giuseppe li scarrozza con il quad. Mentre stiamo rientrando mi fermo a fotografare le anatre selvatiche su una piccola insenatura del lago salato, arrivano tre persone, si presentano come dipendenti del ministero dell’agricoltura ed il loro capo mi dice che è vietato fotografare, metto via la telecamera (ho già fatto quello che volevo) e ci mettiamo a conversare: probabilmente loro pensano che noi siamo dei cacciatori e che ci si sita preparandoa chissà quale reato di caccia. (ci prendono pure il n° di targa delle moto ). Il pomeriggio, dopo mangiato, ci serve tutto per rimontare moto e materiali sul furgone e sul Quad, ormai il viaggio è finito.

GIOVEDI 10/11/05

Le prime ore del mattino le dedichiamo alla visita del mercato di Douz, è sempre molto caratteristico e interessante, è diviso in tre settori: il primo nella piazza principale dove si vedono anche tanti turisti e si vendono cose moderne, il secondo in una piazza attigua dove vengono messi in vendita attrezzi vari e abbigliamento di poco prezzo, si trovano anche banchi di calzature usate, il terzo è appena fuori dalle mura e ospita il mercato del bestiame, qui la gente compre e vende, a mio parere è il più caratteristico di tutti. Verso le 11 lasciamo Douz con direzione Nord, il ns. viaggio ormai è giunto alla fine, domani la nave ci porterà a casa: la voglia di ritornare a dormire nel proprio letto e riassaporare le comodità di casa e tanta ma, ora che sto scrivendo il diario sento che già mi manca qualcosa. SARA’ L’AFRICA?…….. MAH !!!!!

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