Viaggi

3 maggio 2013

Tunisia 2013

EQUIPAGGI
FRANCESCO SU ISUZU D MAX
MANUEL SU PATROL GR 61 SW
MIRCO SU PATROL GR 61 SW
LUCA SU PATROL GR 61 3.0
PIETRO ed ENRICO SU TOYOTA LC120
CRISTIAN e MARCO SU TOYOTA LC 95
BEPPE SU QUAD POLARIS 800
ANGELO SU POLARIS SCRAMBLER 500
DANIELE SU POLARIS SCRAMBLER 500
GIOVANNI SU QUAD SANGYONG 250
SABATO 20 APRILE VICENZA- GENOVA

Si parte da Genova, al porto pochi equipaggi con fuoristrada, solo qualche gruppo di Italiani: dal
belgio invece c’è un gran numero di motociclisti e facciamo amicizia davanti ad un salame e una
bottiglia di vino.
DOMENICA 21 APRILE TUNISI – DOUZ
Il viaggio è tranquillo, poca gente sul traghetto (crisi?) , solito servizio al ristorante, tutto sommato
preferiamo CTN a GNV, anche solo per il fatto di fare dogana a bordo.
Sbarchiamo a Tunisi (La Goulette), e poi via veloci verso il Sud, in tarda serata arriviamo alla
Maison de Voyageur dove c’è Stefano che ci attende e ci fiondiamo subito aletto.
LUNEDI’ 22 APRILE DOUZ – EL BIBEN
Dopo una lauta colazione ci dedichiamo alla preparazione dei mezzi, facciamo i vari rifornimenti di
carburante e generi alimentari e verso le 11 siamo pronti a partire, ma a Giuseppe non torna il
conto della benzina così carichiamo altre 2 taniche oltre ai 110 litri del serbatoio che ho sul pick up:
ogni quad ha una propria riserva di benzina per circa 300 Km. In proporzione abbiamo più benzina
che gasolio mah!. Iniziamo il ns. percorso passando per il cammellodromo e subito troviamo
sabbia soffice, la pista è tutta coperta dalle dune mobili, soffia un vento caldo ma terribile , la
sabbia penetra dappertutto, in breve gli equipaggi auto si trovano con gli occhi pieni solo per
essere scesi dal fuoristrada a fare qualche foto. I quaddisti hanno casco ed occhiali pertanto non
hanno i ns. problemi, ma la sabbia da veramente fastidio; era tanto tempo che non mi trovavo in
una situazione così. Il paesaggio è comunque sempre piacevole, dopo essere passati per il cafè
du desert ed aver gustato un buon thè alla menta proseguiamo verso est in mezzo all’ erg ed è
inevitabile qualche piantata. Alle sera fatichiamo a piantare il tendone che ci proteggerà dal vento
e prepariamo la cena
MARTEDI’ 23 APRILE KSAR GHILANE – GRAND ERG
Dopo una buona colazione smontiamo il campo e siamo pronti alla partenza, anche oggi il vento
sembra non darci tregua. Qualche insabbiata, qualche tiro di verricello e arriviamo al Biben per il
pranzo, una bella insalata con pomodori, peperoni, cipolla e tonno accompagnati da una bella birra
ghiacciata e poi via: ancora dune e sabbia. Il telefono non suona, la mente è occupata a cercare il
passaggio migliore e così i problemi che abbiamo in Italia per un po’ ci lasciano in pace. Forse è
anche per questo che ogni tanto sentiamo il bisogno di staccarci dalla realtà e dai problemi
quotidiani. La gente normale penserebbe ad una vacanza in qualche villaggio turistico con mille
comodità, serviti e riveriti, noi invece andiamo a faticare e magari troviamo anche qualche rogna,
mah!!!. Il ns. obiettivo è di far campo nella piana di El Mida, ma causa il vento dirottiamo verso
Ksar Ghilane dove facciamo un buon bagno ristoratore nella pozza con acqua a 38°. Alla sera
grigliata e cabernet concludono la giornata, siamo tutti felici.

MERCOLEDI’ 24 APRILE SAHARA
Quando lasciamo l’oasi il vento ci assale nuovamente, ma con minore intensità e sembra quasi
volerci lasciare. Arrivati a Ain Esbatt mentre stiamo per entrare nell’erg troviamo un posto di
controllo, in tanti anni di viaggi in Tunisia da queste parti non ne avevamo mai trovati (c’erano da
Kamur in poi verso sud), siamo con Stefano ed Edy, mostriamo i ns. permessi e riprendiamo il
percorso prestabilito, non mancano le insabbiate , ma il paesaggio , anche se disturbato dal vento
è bellissimo, ci sentiamo liberi e felici. Durante il percorso vengo fermato da Giuseppe preoccupato
perché vede del liquido cadere dal pick up, è una tanica di plastica contenente benzina, riusciamo
a salvarne circa 5 Litri ed è la conferma che le taniche in pvc non sono idonee. Alla sera, complice
il vento che non c’è più, ceniamo sotto le stelle, poi accendiamo un piccolo fuoco e attorno ad esso
ci trasmettiamo le varie emozioni, le stelle ci aiutano.
GIOVEDI’ 25 APRILE AIN OUADETTE
Riprendiamo il ns. percorso e complice qualche insabbiata raggiungiamo la sorgente di Ouadette,
troviamo il solito baretto (anzi ora sono due) e prendiamo il Thè dopo aver fatto un bagno
ristoratore. Come al solito, Piero approfitta per pulire il filtro dell’aria mentre noi approfittiamo della
sosta per farci uno spuntino con il pane che è appena stato cucinato nelle braci immerse nella
sabbia: come al solito viene molto apprezzato, forse perché è da 4 gg che mangiamo pane
vecchio. Ci allontaniamo di un paio di cordoni e facciamo campo, anche questa sera non
montiamo il tendone, il tempo sembra essersi sistemato..
VENERDI’ 26 APRILE RITORNO A DOUZ
Continuiamo il percorso sulla sabbia, è un tratto molto bello con delle discese mozzafiato che
ricordano un po’ quelle che si facevano nella risalita da Bordj El Kadra, zona ora vietata. Arrivati al
Jebil prendiamo la pista e dopo essere passati per il cafè du desert raggiungiamo Douz nel tardo
pomeriggio. Alla Maison troviamo Susanna Follin (nel tempo ci eravamo persi di vista) che
assieme al suo compagno stà girando la Tunisia con la loro BMW a due ruote e li invitiamo ad
unirsi a noi per cena. Alla sera penne all’amatriciana cucinate magistralmente dal cuoco ufficiale
Luca. Spuntano birre, bottiglie di vino e la magica Sambuca che dopo il caffè rallegra lo spirito.
SABATO 27 APRILE VALLE DELLE ROSE
Dopo aver ripristinato le scorte partiamo alla volta della valle delle rose: la fortuna che in tanti anni
ci ha sempre aiutato sembra volerci abbandonare, iniziano i guasti. Il GR di Mirco, dopo una
magistrale piantata, puzza di frizione bruciata. Non facciamo neanche in tempo a verificare il
probabile danno che l’altro GR, quello di Luca presenta dei problemi alla centralina che va in
recoveri e la macchina perde potenza. Mentre stiamo valutando sul da farsi veniamo raggiunti da
una Toyota locale, stanno cercando un ragazzo di Sabria che al mattino è uscito alla ricerca di un
cammello e non ha ancora fatto ritorno, era senz’acqua e chiedono se qualcuno con il quad li può
assistere nella ricerca. Giuseppe si offre di trasportare uno di loro fino a dove si pensa possa
essere andato. Dopo un po’ ritornano senza risultato, Enrico regala loro un Binocolo e noi
ritorniamo sui ns. passi. La sera a Douz decideremo sul da farsi..
DOMENICA 28 APRILE KSAR GHILANE
Decidiamo di andare a Ksar Ghilane facendo la diretta da Douz via Jebil, troviamo un vento
micidiale, sembra quasi una tempesta di sabbia, non si vede quasi niente e non si gusta il
paesaggio. Alla sera facciamo campo a Ksar Ghilane, ma anche qui il vento ci perseguita. Oggi il
quad di Daniele ha rotto la pompa della benzina e bisogna continuare a rabboccare il serbatoio in
quanto l’alimentazione avviene per caduta, il quad di Angelo ha rotto il portapacchi posterione e ho
dovuto caricarmelo su pick up. Facciamo fatica a montare il tendone causa il vento, ma alla sera
ceniamo riparati. Prima di andare a coricarmi noto che la mia tenda quechua, che avevo ancorato
con due taniche di carburante come zavorra, si è spostata di due metri e capisco che il vento è
molto forte. Mirco ha problemi con un occhio pieno di sabbia, anche con diverse soluzioni di collirio
l’irritazione non passa.
LUNEDI’ 29 APRILE SAHARA
Il gruppo si divide, una parte rientra a Douz via asfalto, mentre io, Giovanni, Giuseppe, Pietro ed
Enrico preferiamo ritornare a Douz via sabbia facendo la diretta verso il cafè du desert, non
mancano alcune insabbiate, ma nel pomeriggio arriviamo al cafè e poi a Douz.
Per gli equipaggi che sono rientrati a Douz via asfalto l’onere di trainare il quad di Daniele in
quanto non è più in grado di funzionare.
Alla sera c’è uno scambio di opinioni e pertanto dopo una consultazione generale si decide di
terminare il viaggio nel deserto e continuare il viaggio con la vista di alcune città………………
MARTEDI’ 30 APRILE MATMATA
I chilometri che ci dividono da Matmata non sono molti, qualcuno di noi non ha ancora visto la
cittadina protagonista di guerre stellari, le case troglodite, l’assillo dei vari venditori. E’ comunque
sempre bella da vedere, peccato non ci siano turisti e le varie guide ci offrono servizi vari. Al
momento della partenza sento un rumore provenire dal posteriore dlell’auto, scendo e guardo, mi
sembrava di aver pestato dei barattoli di latta, non vedo niente. Dopo aver traghettato all’isola di
Jerba ci dirigiamo a Hom suk dove alloggiamo all’hotel du Lotos: il gestore si ricorda di me anche
se sono passati circa sette anni da quando siamo stati in questo albergo l’ultima volta. La sera ci
rechiamo in centro, zona mercato, ma non troviamo niente, nessun movimento: sembra ci sia il
coprifuoco. Entriamo in un ristorante e mangiamo una gustosa grigliata, siamo gli unici clienti, il
gestore si fa in quattro per accontentarci.
MERCOLEDI’ 1 MAGGIO RISALITA AL NORD
Al mattino prendiamo la strada costiera e ci dirigiamo verso il ponte che collega l’isola con la
terraferma. Lungo il percorso ci fermiamo in un complesso vicino al faro dove c’è una riserva in cui
vivono circa 400 coccodrilli: ce ne sono di varie età , misure e peso, i più grandi sono tutti
assieme, alcuni mostrano visivamente le cicatrici che denunciano il troppo affollamento di questi
animali. In questo sito è stato ricreato lo stile di vita del popolo berbero nelle varie epoche e c’è
pure un museo. E’ tutto molto interessante, ci sarebbe piaciuto vedere il momento in cui danno da
mangiare ai coccodrilli, ma è nel tardo pomeriggio ed decidiamo di proseguire. Appena passata
Skira, sulla via del ritorno, sento un altro rumore provenire dall’asse posteriore, mi fermo e dopo
essere sceso dall’auto faccio proseguire piano, il rumore proviene dalla scatola del differenziale
posteriore. Ci rechiamo da un vicino meccanico ed apriamo la scatola del differenziale, con
sorpresa notiamo che mancano alcuni bulloni dalla corona ma fortunatamente nessuno di questi si
è messo tra pignone e corona. Da notare che circa 2 anni fa ho fatto sostituire il differenziale
originale con un ARB dotato di blocco, probabilmente chi ha fatto il lavoro non ha usato la loctite
per bloccare i bulloni che fissano la corona. Il meccanico si complimenta con Pietro che a 79 anni
sa ancora il fatto suo e con Daniele che promette di diventare un mago della meccanica: senza di
loro non so cosa avrei fatto. Comunque vengono sostituiti i bulloni rovinati e viene rimontato tutto,
l’auto è OK, ci rechiamo in un vicino ristorante e poi facciamo campo a circa 100 mt dalla strada.

GIOVEDI 2 MAGGIO NABEUL
A Sfax prendiamo l’autostrada e poi veloci verso il nord, usciamo ad Hammamet e ci dirigiamo a
Nabeul, al solito albergo Les Jasmins dove arriviamo nel pomeriggio. Ci rechiamo quindi in visita
alla medina di questo bel centro e poi alla sera facciamo una lauta cena di pesce al ristorante
Slovenia: qui troviamo Silvano, è un bresciano che da anni gestisce il campeggio ed il ristorante, ci
spiega che il turismo non riparte e che la crisi è veramente forte , forse più che in Italia.
VENERDI’ 3 MAGGIO LA GOULETTE
Ci rechiamo in porto dove la partenza della nave è prevista per le 14.00 , le auto in fila sono poche
, i turisti ancora meno, veniamo a sapere che si imbarcheranno solo 400 persone (circa il 15%
della possibilità del traghetto) e alla sera al ristorante ci saranno solo 20 tavoli occupati mentre
altre volte si facevano 2 turni. La gente, al porto, ci dice che la situazione è grave e che sono stati
fregati alle ultime elezioni dal partito di Ennada, rispondo che si rifaranno alle prossime elezioni
che dovrebbero svolgersi a breve, ma la loro paura è che queste elezioni non si faranno mai. A
mio parere anche se avesse vinto un partito democratico (non Islamico) la situazione sarebbe
stata la stessa, la crisi mondiale non risparmia nessuno. Purtroppo in questa situazione anche la
Polizia che in genere era rispettata e temuta ha perso credibilità, ci dicono che sono numerosi i
casi di corruzione e alle volte in caso di reato la polizia fa finta di non vedere. Comunque alle 13
iniziamo a salire sulla nave ed il ns. viaggio si sta concludendo. Domani alle 14 arriveremo a
Genova e riprenderà la solita vita di sempre, ci sentiremo un po’ più vicini ai ns. cari,
apprezzeremo il ns. sistema di vita con il surplus generale e fra un po’ sentiremo la mancanza dell’
Africa……………..eh già, funziona proprio cosi.

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